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PRO EVOLUTION
SOCCER 5
Il Re del calcio è
tornato!
Anno
dopo anno la serie PES si porta dietro sempre il solito difetto che
ha ereditato dai primissimi ISS Pro e che non è mai riuscito ad
eliminare del tutto: il database incompleto. Konami, infatti, non è
mai stata in grado di inserire nel suo inventario di stelle
internazionali tutti i giocatori realmente militanti nei vari
campionati e nelle varie nazionali, bensì deve sempre ricorrere a
trucchetti come battezzare i giocatori con nomi modificati sulla
base di quelli reali, anche se riconoscibilissimi dall'aspetto
fisico. Questa volta tocca alla nazionale ospitante i prossimi
Mondiali, accoppiata all'Olanda,
negare la possibilità di vedere i nomi reali. Per chi proprio non ce
la facesse a leggere quegli storpiamenti (d'altro canto al Processo
si sente di peggio) si profila un lungo pomeriggio da dedicare ad
aggiustare le cose mediante l'apposito editor.
Non tutte le squadre usufruiscono della licenza: “Teste di Moro”
sarebbe il Cagliari
Ecco l'oriundo in acrobazia... Ne conseguirà uno splendido gol
Lo stile inconfondibile di David è riconoscibilissimo
Fluido
Dal
punto di vista delle modalità di gioco non si vedono novità di
sorta: le coppe, la Master League e le partite sono tutte tali e
quali al prequel e purtroppo non è stata inserita la fase di
qualificazione ai Mondiali che si è vista nella versione NTSC (Winning
Eleven 9). Peccato perché, nonostante non rappresentasse nulla di
nuovo (basti ricordare FIFA Road To World Cup 98 per rendersi conto
come queste modalità siano state sperimentate da tempo), sarebbe
stato una piacevole aggiunta a un titolo che dal punto di vista
dell'innovazione lascia un po' a desiderare. Il discorso però cambia
sostanzialmente una volta che si scende in campo: dalle primissime
partite è evidente come siano stati eliminati tutti i rallentamenti
nelle fasi di gioco. È vero che essi permangono in alcune animazioni
(ad esempio in quella in cui il portiere si appresta a calciare un
rinvio lungo), ma durante le fasi giocate sono praticamente assenti.
Rissoso
Il conseguimento di questo importante traguardo tuttavia è stato
pagato con l'eliminazione del pubblico in alcune delle visuali
presenti, per intenderci quelle che permettono di sbirciare sugli
spalti solo in concomitanza di lanci lunghi da bordo campo: nelle
altre (quelle in cui la telecamera inquadra più frequentemente le
scalinate) e nei replay gli spettatori ricompaiono quasi
magicamente.
Il
livello di dettaglio dei giocatori in campo e dell'area di gioco,
invece, è rimasto pressoché costante anche perché la sensazione è
che ci fosse poco da migliorare.
Se c'è un campo in cui sono stati fatti passi in avanti è quello
delle animazioni durante le fasi di gioco: in particolare sono state
aggiunte le movenze tipiche di Ronaldinho, e anche gli scontri tra
due giocatori in corsa e le spinte durante le resse dei calci
d'angolo sono ora più verosimili. A gioco fermo, infine, vanno
menzionati i principi di rissa dopo un fallo particolarmente brutto
e gli infortuni dei giocatori.
La regola del vantaggio è gestita molto meglio
La telecamera “telecronaca” è una delle più spettacolari, ma anche
meno gestibile
I giocatori, se troppo stanchi, possono infortunarsi anche senza
alcun contatto
Affaticamento pericoloso
Ma questo PES 5 non apporta solo modifiche estetiche, bensì
anche riguardanti la partita vera e propria. La prima differenza
degna di nota è la norma del vantaggio, che ora è gestita
decisamente meglio: l'arbitro lascia correre su un fallo al
portatore di palla, se e solo se il primo a riconquistarla è un
giocatore della stessa squadra, come è giusto che sia. Rispetto al
prequel il passo in avanti è notevole.
Anche gli infortuni sono ora più verosimili: oltre a quelli che
avverranno dopo i consueti abbattimenti da parte della
contraerea-Materazzi, infatti, dovrete fare i conti anche con quelli
causati dall'eccessivo affaticamento, che possono verificarsi anche
se il giocatore non subisce un fallo degno di nota da oltre
mezz'ora.
Meno pressing
Le novità più succose, infine, riguardano il gameplay. Esattamente
come una scarpa nuova che chiede al piede di adattarvisi, questo
PES
5 cambia piuttosto profondamente il gameplay in una direzione tale
da avvicinarsi al realismo, richiedendo quindi al giocatore di
adeguarvisi. La prima novità importante riguarda il pressing: i
vertici di Konami devono aver notato un abuso del tasto X, talmente
efficace da far quasi dimenticare la scivolata in fase difensiva. In
questo caso il pressing richiede maggiore attenzione, in quanto la
sua pressione indiscriminata (come i precedenti episodi di PES ci
hanno abituato a fare) porta facilmente a un tiro libero. Ciò non
significa affatto che esso non vada utilizzato del tutto: l'unica
accortezza che necessita è un adeguato tempismo. Non significa
nemmeno che in questo PES 5 il gameplay sia sbilanciato in attacco:
come e più che nel prequel, infatti, il numero totale di gol a fine
partita sarà spesso esiguo, grazie anche all'aumentata efficacia
della scivolata, capace di compensare il declassamento del pressing.
Azioni corali
Durante le punizioni comparirà la barra della potenza anche per i
passaggi, mentre quelli durante le fasi di gioco sono ora
maggiormente realistici: il loro destino (inteso come arrivo a
destinazione o intercettazione da parte degli avversari) è ora
maggiormente legato alle capacità del giocatore (voi), quindi sarà
più facile assistere a passaggi del tutto sballati.
Un'ultima novità immediatamente tangibile riguarda il controllo
della palla: in funzione della potenza di un passaggio (e
dall'abilità nello stop del calciatore) dipende di quanto essa si
allontana da chi la riceve, mentre è ancora più difficile effettuare
i dribbling (senza la pressione di R2), limitando così le azioni
soliste.
Di contro i tiri da fuori aria si rivelano più potenti e precisi,
anche se i portieri raramente si faranno infilare: la loro AI è
finalmente accettabile (per intenderci non li vedrete subire i gol
presi da Chimenti).
PES ovunque
Conclude il quadro delle novità sul campo l'inserimento del migliore
in campo nelle pagelle finali.
Il sonoro invece non mostra novità di rilievo: esso è
contraddistinto da cori poco incisivi e da una telecronaca fatta
apposta per essere eliminata.
Per quanto riguarda le opzioni multiplayer, vera e propria linfa
vitale di giochi del genere, finalmente sono state implementate le
modalità
online fino a 4 giocatori (due per macchina), ma c'è poco di che
entusiasmarsi: quanto di buono mostrato dalla versione per Xbox non
è avvicinata dal sempre deficitario servizio della Sony.
Chiude il quadro una curiosa possibilità dedicata ai possessori di
PS2 e PSP, ovvero l'interscambio di dati tra le due console. In
pratica potrete iniziare una Master League sulla PS2, scambiare i
dati e continuare fuori casa grazie alla portabilità della PSP e
così via.
Per la conclusione vi rimandiamo al commento finale. |
Commento:
Il quinto
capitolo della serie si propone al grande pubblico di appassionati
del gioco più bello del mondo con la rimozione totale dei
rallentamenti, alcuni miglioramenti nelle animazioni e, soprattutto,
un gameplay quasi rivoluzionato: il pressing, strumento utile quanto
abusato nei prequel, è ora praticamente bandito richiedendo al
giocatore un maggiore tatticismo in fase difensiva e in quella di
possesso palla. Per il resto è sempre il solito PES, nel bene e nel
male: capace di mostrarsi imprevedibile come il calcio giocato, ma
anche caratterizzato dall'assenza della licenza di Olanda e Germania
e di un multiplayer online che presta il fianco alle critiche di chi
sperava in un deciso passo in avanti, in questo settore, della
software house nipponica.

Hardware:
PS2, gioco originale e un blocco per il tasto X
Pregi:
Gameplay
ancora più realistico
Assenza totale di rallentamenti
Difetti:
Assente la
qualificazione ai Mondiali vista in WE9
Sonoro, come sempre, da dimenticare
Caricamenti lunghi
Multiplayer:
Presente anche con modalità
in rete
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